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Da Accabadora… ai Social – Un convegno pubblico, che parla dei giovani e ai giovani

Anche quest’anno la So.Crem di Siena ha scelto di portare la sua voce e le sue idee attraverso un’iniziativa pubblica aperta a tutti, soci e non.

Ma per la Settimana della Cremazione 2025, la nostra So.Crem, grazie anche alla sempre preziosa collaborazione della F.I.C. (Federazione Italiana Cremazione), ha deciso di fare qualcosa di più, ossia di parlare dei giovani, direttamente ai giovani, coinvolgendoli in un progetto/laboratorio nelle scuole superiori, tramite il quale hanno avuto modo di parlare di temi difficili, come il lutto e la morte, e di dare la loro visione personale, seguiti da persone qualificate.

Come si evince dal titolo, il convegno di quest’anno aveva come fil-rouge un percorso immaginario attraverso il tempo e le epoche socialiIspirati dal romanzo Accabadora di Michela Murgia, abbiamo provato a traslare il significato di pietà e di accettazione della propria finitudine, partendo da un passato fatto di tradizioni e decisioni prese talvolta sotto voce, fino ai tempi moderni, dove tutto questo sembra avvenire (ma non è così) in maniera più “leggera” su internet, divenendo di dominio pubblico.

Un percorso certamente complesso, che è stato possibile grazie a due importanti e qualificati relatori, che ci hanno onorato della loro presenza, con interventi di grande spessore e significato (SCARICA IL PROGETTO).

IL PASSATO, NEL RACCONTO DI UN ROMANZO MOLTO ATTUALE

La trattazione è stata aperta dal prof. Pietro Cataldi – Docente di Letteratura italiana contemporanea all’Università per Stranieri di Siena – che, nel suo intervento “Dare la morte, proteggere la vita”, ha commentato il celebre romanzo della Murgia, delineando i caratteri salienti dell’Accabadora – figura della tradizione sarda, che aveva il triste incarico da parte delle famiglie di porre fine alle irrimediabili sofferenze di un parente “ormai morto, ma che non riesciva a morire” – e creando dei parallelismi con la nosta visione moderna.

Come è facile comprendere, le analogie con il testamento biologico e, soprattutto, con la Legge Regionale sul suicidio medicalmente assistito – di cui la Toscana è stata pioniera, ma che da poco è legge anche in Sardegna – sono significativamente evidenti, ed è questo che ha dato il la a tutto il processo ideativo di questa iniziativa

IL PRESENTE, DOVE IL LUTTO DIVENTA “ON-LIFE”

Dopo questo intenso viaggio nella storia, la parola è passata al prof. Davide Sisto – Tanatologo e filosofo. Autore di “La morte si fa social” e “Vivere per sempre” – con il suo intervento “La morte diventa social. Immortalità, memoria e lutto nell’epoca della cultura digitale”.

Tema centrale di questo intervento è stato il mutamento nell’elaborazione del lutto, influenzato non solo dal momento storico, ma anche da paradigmi legati all’età e alla cultura sociale personale. È infatti curioso notare come l’età anagrafica modifichi non solo la modalità espressiva, ma anche il “luogo” virtuale (Facebook, Instagram, TikTok,…) a cui viene affidata questa espressione di dolore.

IL DIBATTITO

Il convegno si  è poi concluso con un interessantissimo e formativo dibattito col pubblico, dove persone di varie età, compresi alcuni ragazzi e ragazze delle scuole aderenti al progetto, hanno potuto dare la loro lettura degli argomenti della mattinata.

Troviamo di grande rilievo il fatto che non tutti siano stati d’accordo con quanto espresso dai relatori, e questo ci fa piacere perché un vero dibattito si basa sempre sulla riflessione personale e mai sull’accettazione passiva.

Quando, come So.Crem, parliamo di libertà di scelta, intendiamo proprio la possibilità di agire e pensare, quindi scegliere, in base alla propria coscienza e cultura. Quello che la So.Crem da sempre cerca di fare, è di favorire appunto la cultura, che si parli di cremazione, di rispetto, di pace, di empatia.

MEMORIA E RICORDO ALL’ARA STORICA

Come è consuetudine, il 31 ottobre, nella Giornata Nazionale per la Cremazione, i soci So.Crem sono stati partecipi di una emozionante Cerimonia del Ricordo, presso l’Ara Storica del Cimitero comunale Laterino di Siena.

Questo luogo, così raccolto ed intimo, è stato ancora una volta teatro di una toccante performance artistica, che ha, anche se per poco, messo a tacere l’ingombrante frastuono dell’attualità, sempre più violenta.

Dopo la rituale esecuzione del Silenzio di “Nini Rosso”, i presenti hanno potuto emozionarsi con la lettura di brani poetici e in prosa, a tema risorgimentale e neo-risorgimentale (come è stato definito estemporaneamente il periodo della Resistenza Italiana), accompagnati da un delicato ed emozionale sottofondo musicale, eseguito dal nostro vice presidente Franco Sestini.